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Manifestazione 25 Febbraio 2012 a Potenza

Mo basta! No all’Italia petrolizzata

dal blog No all’Italia petrolizzata
mercoledì 15 febbraio 2012

NO ALL’ITALIA PETROLIZZATA

L’ENI, LA VERA GRANDE AZIENDA CORROTTA ITALIANA - J ASSANGE
ANTONIO SORGI: JUST SAY NO!
GENTE DA NON VOTARE: REMO DI MARTINO, NICOLA FRATINO, TOMMASO CIERI, PRO-PETROLIO

Manifestazione in Basilicata, 25 febbraio 2012

Le balle di Vito De Filippo

Il testo dei deliri di Vito De Filippo è qui.

... c’e tutto un sistema di monitoraggi, di controlli, la previsione dell’uso delle migliori tecnologie possiibili, la realizzazione di investimenti per attenuare l’impatto del petrolio a 360 gradi, dall’aspetto ambientale e sanitario sino a quello informativo e direi anche emozionale.

Il governatore Vito De Filippo,
sulla situazione in Basilciata
Il Corriere Economia, 30 Gennaio 2012
Intervista di Vito Fatiguso

Chemicals known to the State of California to cause cancer, birth defects or other reproductive harm are also contained in and around oil fields, service stations, refineries, chemical plants, transport and storage operations, including pipelines, marine terminals and tank trucks, and other facilities and equipment that manufacture, produce, handle, distribute, transport, store, sell or otherwise transfer crude oil, gasoline, diesel fuel or other petroleum products or byproducts.

Exxon-Mobil, Chevron, BP, Shell, ConocoPhillips,
sull’inquinamento da petrolio,
monitoraggi o non monitoraggi

Secondo il governatore della Basilicata Vito De Filippo e secondo Confindustria Basilicata, in Lucania è tutt’apposto.

Secondo loro, la Basilicata incassa, c’è piú crescita e piú occupazione. Ed è pure tutto pulito. Un paradiso.

Dicono che grazie a questo magnifico "memorandum" - una sorta di inciucio politici-petrolieri con il quale si aumentano le estrazioni petrolifere in Basilicata - alla regione giungeranno altri 6 miliardi di euro, e piú royalties. Dicono che le estrazioni passeranno da 104 a 130 mila barili di petrolio al giorno, ma promettono che ci sara’ anche l’aumento di produzione di energia rinnovabile. Dicono che la Basilicata deve diventare una "filiera energetica".

Ma... quanta energia usano i lucani? Gli servono davvero altri pozzi e pure altra energia rinnovabile? E da quando in qua il rinnovabile si fa per fare piú petrolio? Ma non era che il rinnovabile si faceva per usare MENO idrocarburi?

Detta cosí pare sola una gran presa in giro. Della serie: trivelliamo di piú, ma stai tranquillo che ti mettiamo pure una bella pala eolica per farti stare zitto. Soprattutto aumentano le trivellazione senza che sia mai stato fatto un vero studio comprensivo, completo sull’inquinamento portato alla Basilicata dal’ENI e dalla Total fino ad adesso.

Dicono che in Basilicata c’è il progetto "Trend 1" dell’ENI (61%) - Shell (39%) in Val D’Agri, con perno a Cerro Falcone, Monte Enoc e Monte Alpi. Poi c’è quello "Tempa Rossa" della Total a Gorgoglione. E poi dicono che tutti questi buchi hanno portato al lavoro che incide sui "fondamentali", cioè che c’è gente assunta dall’Unione Europea per infrastrutture, saperi e occupazione. E che sperano all’apertura di piccole imprese.

Che belle parole! Sarà. Io non ho visto niente di tutto ciò in Basilicata: ho solo visto il centro di sviluppo imprese lucano, in Val D’Agri, abbandondato, con le ragnatele sul citofono e arrugginito. Ho visto solo bar chiusi per la puzza di idrogeno solforato, ho visto solo contadini arrabbiati che non potevano piú fare quello che facevano prima. Ho visto giovani con la voglia di partire e di non tornare piú.

Ma poi, se non si è sviluppato niente da quando il petrolio è arrivato, nel 1993, fino ad oggi - e sono quasi 20 anni! - come fa Vito De Filippo a pensare che adesso magicamente il petrolio porterà alla Basilicata effetti paradisiaci, gioia ed euforia? Forse porterà benessere ai petrolieri che vivono nelle loro belle case di Milano, di Londra, di Parigi. Non certo alla gente normale...

Dicono che grazie a questo magnifico memorandum, Regione e Confindustria hanno avviato il "contratto di rete" del petrolio!

Eh, e che significa? Cos’è un contratto di rete? Da come la leggo io, può significare una sola cosa: INCIUCI. De Filippo dimentica che il "contratto di rete" una regione deve farla con i SUOI CITTADINI e non con una lobby. Dimentica che sudetta lobby petrolifera ha fatto solo danni in Basilicata nonostante la sua propaganda di stampo sovietico.

E le carpe morte, il petrolio nel miele, la puzza di idrogeno solforato, la gente giovane che misteriosamente si ammala di tumori e di leucemie, la monnezza nei campi come sono state "attenuate" queste?

I dati ISTAT non mentono: nonostante tutte queste balle di Vito De Filippo la Basilicata e’ la regione piú povera d’Italia, petrolio o non petrolio.

Dicono che se in Basilicata di lavora sul petrolio è "inevitabile" che si sviluppino competenze e allora è logico ritenere che le competenze lucane possano trovare spazi anche oltre i confini della regione.

E di grazia, quali competenze? Io ho visto solo poveracci con lo sguardo spento uscire da quel centro oli, altro che competenze oltre i confini della regione! Ma che competenze vogliamo esportare? Come si buca un territorio sano? Come si pompa monnezza dal sottosuolo? Come si nascondono i rifiuti petroliferi? E che secondo lei in Italia sono queste le competenze che ci servono?

Mai sentito parlare di hightech, nanotech, biotech? Mai sentito parlare dell’era dell’informazione, della programmazione, della scienza (vera e non quella al soldo dell’ENI)?

Infine la chicca: dicono che pure a scrivere un articolo di giornale si inquina, che lo sanno che il petrolio è inqunante ma che deve esistere una impronta ecologica accettabile, e che dunque è possibile trovare un compromesso.

Sí il famoso, odiato compromesso: siccome stampo una pagina di giornale, devo essere autorizzato a trivellare tutto il trivellabile.

La mia proposta? Caro De Filippo, senta a me: prenda casa a Viggiano, ci porti i suoi figli e i suoi nipoti, e tutti assieme andate a vivere a 500 metri dal centro oli, giú, nelle vigne, in pianta stabile, e poi mi faccia sapere se il tanfo di uova marcie, i mal di testa, i rumori e tremolii continui sono una "impronta ecologica" accettabile o no.

E poi, quando lei si sarà bello sistemato, diciamo per un mesetto e vedrà i suoi figli respirare quella monnezza giorno dopo giorno, mi faccia sapere qual è il suo "livello emotivo" e quali centraline lo controllano.

Mi sa tanto che per lei l’"impronta ecologica" è accettabile fintanto che riguarda gli altri, quelli che non hanno firmato né "il contratto di rete" con Confindustria né il "memorandum" e dalle cui lacrime e dal cui sangue viene fuori il suo stipendio.

Un governatore cosí non serve a nessuno.

POSTED BY MARIA RITA AT 7:07 AM


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