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I PRINCIPI BORBONE IN VISITA A NAPOLI

"L’Unità d’Italia è un fatto indiscutibile"

di Anna Paola Merone - da il Corriere del Mezzogiorno 4-10-10
domenica 10 ottobre 2010
I PRINCIPI BORBONE IN VISITA A NAPOLI

"L’Unità d’Italia è un fatto indiscutibile"

Carlo: "Il Sud poco rappresentato". La moglie Camilla: "Mio marito ambasciatore di Napoli in Europa"

NAPOLI - È una pagina epocale della storia del Sacro ordine costantiniano di San Giorgio, il cui gran maestro è il principe Carlo di Borbone (nella foto con la moglie Camilla). Segnata da un evento che si è snodato lungo un weekend che ha visto per la prima volta una delegazione lombarda in visita a Napoli. Un ponte gettato attraverso il Paese, nell?anno in cui si celebra il centocinquantenario dell’Unità d’Italia, in una atmosfera di dibattito federalista e di revisionismo storico. I principi Carlo e Camilla di Borbone sono da venerdí in città e hanno presenziato ad una serie di appuntamenti ufficiali con cavalieri e dame in arrivo da tutta Italia.

Il principe è molto diplomatico, ma fermo. "L’Unità d’Italia è un fatto indiscutibile" dice . Rimette in discussione il passato solo chi ne ha paura. E chi ha paura non va avanti". E la strada per guardare al futuro è lui stesso a tracciarla. "Occorre sforzarsi per perseguire una unità ed una integrazione maggiori. Il divario fra il Nord ed il Sud- aggiunge- aumenta se si esaltano le differenze e le difficoltà. Il federalismo? Quelle sono pratiche politiche rispetto alle quali non mi schiero. Ma non c’è dubbio che per il bene del Paese si deve andare oltre. Credo che non ci siano dubbi sul fatto che le rivisitazioni storiche coincidano con l’affermazione della Lega. Il Nord si ribella a Roma capitale e il Sud riscopre le proprie radici. Le differenze? Credo possano essere superate alzando il livello di civismo. Partendo dall’educazione morale. Gli italiani sono troppo individualisti".

I principi ieri mattina a Caserta per pochissimo non hanno incrociato un pronipote di Garibaldi. Ci sarebbe stata una riappacificazione? "Ma non siamo certo nemici - sorride il principe -. Certo i giornali avrebbero fatto uno scoop". Poi aggiunge: "Non c’è dubbio che questo anniversario è utile anche per rileggere alcuni fatti storici da un punto di vista differente - continua -. E partire dalla storia per costruire qualcosa di buono in questo tempi moderni che sono piú veloci". E un riscatto per Napoli? "Della città ho visto pochissimo in queste ore. Ma è certo- continua- che il contenitore si sta svuotando. Al Sud sono rimaste pochissime banche e pochi giornali. Ed è in genere un territorio poco rappresentato. Il Regno dei Borbone aveva 110 ambasciate in tutto il mondo". Il principe non esclude la possibilità di un impegno politico. È anzi la principessa Camilla, dallo stile diretto e molto incisivo, a parlarne. "Potrebbe essere un convinto ambasciatore di Napoli e del Mezzogiorno a livello europeo. Il cardinale Sepe - aggiunge - ha chiesto che ogni napoletano si spenda per la sua città. Mio marito, che si definisce gradito ospite dell’Italia ma soprattutto napoletano, è disponibile ad aderire a questo appello. Del resto Napoli, che pure è una città che fa sognare, con una luce particolare e unica, ha un turismo meno fiorente di quel che ci si aspetta. Noi l’abbiamo fatta conoscere a tanti amici che non l’avevano mai vista. Ma si può e si deve fare di piú. Questa città ha un passato illustre, glorioso. Ma un presente molto piú complesso".

Napoli e Caserta sono state le città scelte dai principi per annunciare il proprio fidanzamento, per organizzare i festeggiamenti per le nozze d’oro dei genitori di Carlo e quelli per il battesimo della loro primogenita Carolina. "Grazie anche ai palazzi straordinari che ci sono da queste parti - ricorda Camilla - e che altrove sono inimmaginabili". Il segreto dei consensi sui quali i Borbone hanno potuto contare ininterrottamente è nella capacità di interagire con il popolo. Una qualità indispensabile in una città "trasversale". ?"Da bambino - confessa Carlo - non capivo questa risposta quasi universale dalla città. Questo affetto istintivo. Un amore nei confronti di tutta la famiglia. - difficile spiegarlo. Ma è cosí. Sono passati 150 anni da allora e noi abbiamo un ruolo differente. Che mia moglie, appena entrata in famiglia, ha immediatamente fatto proprio". Un ruolo che la principessa esplica, attraverso l’ordine, in una serie di iniziative di volontariato. "Borse di studio per la Nunziatella, per la scuola di Mascalzone latino, un macchinario per l’ospedale Pausilipon" racconta -, ma anche iniziative a livello universitario per promuovere l’apprendimento delle lingue straniere che trovo sia fondamentale. Le mie figlie, che hanno 5 e 7 anni, ne parlano già cinque. E desidero che questa opportunità possa essere estesa a quante piú persone possibile".

Anna Paola Merone
04 ottobre 2010 (ultima modifica: 05 ottobre 2010)


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