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L’INCHIESTA/1

Il Sud visto da Nord Operai leghisti figli di meridionali

di Gigi Di Fiore - da Il Mattino del 12.10.2010
giovedì 14 ottobre 2010
TORINO (12 ottobre) - ?Caproide. S?, proprio cos? l?ha chiamato: caproide?. Michelina Codella, radiologa ospedaliera con genitori di Calitri, elenca i suoi esempi di atteggiamenti anti-meridionali. Nella Torino, citt? del nord dalla pi? alta concentrazione di gente del sud emigrata negli ultimi cinquant?anni, i cartelli ?non si fitta ai terroni? sono un ricordo. Ma certe prevenzioni restano, conferma Michelina.

E cita quel termine dispregiativo che ha sentito gettare in faccia ad un collega calabrese. Poi spiega: ?La verit? ? che tutti si dicono non prevenuti. Poi, se a sbagliare sul lavoro, come pu? capitare a tutti, ? uno originario del sud, escono fuori certe definizioni?.

Torino citt? delle celebrazioni per i 150 anni di unit? nazionale, ma anche capoluogo di una regione che ha eletto presidente il leghista Roberto Cota. Se ? vero che, tra i piemontesi, ci sono quasi un milione di elettori con origini meridionali, il calcolo ? presto fatto: nelle percentuali tra il quindici e il venti per cento di voti alla Lega ci sono anche molte schede segnate da calabresi, campani o siciliani.

Basta spostarsi a Mirafiori, per rendersene conto. Giuseppe ? un operaio Fiat dalle origini calabresi. Ha votato Lega, lui ? ?padano?: nato a Torino da padre di Riace e mamma di Reggio. Vive a Santena, a sud di Torino, il paese dalla pi? alta concentrazione di famiglie di origine calabrese. Ha le idee chiare: ?Non credo che la Lega sia anti-meridionale. Piuttosto, quando torno gi? a trovare dei parenti, mi chiedo ma come fanno a vivere qui. L?idea del posto fisso, di un santo che li aiuti. E noi, qui, a buttare il sangue in fabbrica?.

Il successo della Lega in Piemonte pesca nell?anti-meridionalismo di ritorno: i figli degli emigrati che si rivoltano contro i padri, calpestando radici e identit?. E poi c?? la crisi economica. Stefano Esposito, famiglia di origini napoletane ma nato come tutti i suoi fratelli a Torino, ? un deputato del Partito democratico torinese e, con impegno, segue decine di vertenze di lavoro in Piemonte.

La sua analisi ? impietosa: ?La Lega ha una sede nella zona difficile di San Salvario, noi del Pd nel centro elegante. ? tutta qui la lettura sui consensi leghisti: loro vivono, come si dice, sul marciapiede cavalcando stati d?animo e paure in periodi di crisi economica?. Centomila lavoratori in cassa integrazione, l?otto per cento di disoccupati in pi? nell?ultimo anno: ? il Piemonte oggi. Chiudono le aziende e si frantuma la cultura operaia, cemento ideologico dei consensi a sinistra.

?Con chi devo prendermela - dice Giorgio Esposito, che lavora in un?azienda di Biella in cassa integrazione - Ero piccolo quando mio padre venne qui da Acerra. Oggi rischio il lavoro e loro, gi?, ingrassano alle nostre spalle. A noi nessun aiuto, a loro soldi e leggi straordinarie. Siamo forse figli di nessuno??.

Sergio Chiamparino ? il sindaco di Torino giunto al termine del suo secondo mandato. Da uomo pragmatico, ha le sue spiegazioni: ?Questa ? una citt? che ha accolto tutti in tanti anni. Oggi sembra vivere una transizione, anche culturale. Il primo choc fu negli anni Novanta, quando la Lega conquist? Novi Ligure e cominci? a insediarsi nel Biellese. Persino Cossato, piccole Comune dalla tradizione di sinistra che ha radici nella resistenza, di recente ha preferito la Lega. Chiudono le aziende a Biella, a Ivrea - sottolinea Chiamparino - vengono meno le idee-forza ideologiche della sinistra. La Lega ne ha cavalcate altre, tutte fondate sulle paure?.

Nella sede istituzionale di via Poggio, il manifesto con i volti dell?ex governatore campano Bassolino e del sindaco di Napoli Iervolino ? accompagnato dalla scritta ?RIFIUTIamoli tutti?. I politici e l?idea del sud visti da qui: spazzatura e demagogia. Giorgia Rapello, sei anni fa ventottenne consigliere comunale di Castiglione torinese, riceve gente che schiuma rabbia contro gli immigrati. Il segretario-deputato Stefano Allasia non c??, ma nella sezione si raccolgono i dati recenti degli iscritti alla Lega torinese: quattromila sostenitori e mille militanti.

C?? prevenzione anti-meridionale, nella citt? dove la riapertura del museo Lombroso, con il cranio del contadino meridionale ?predisposto? a fare il brigante, fece scattare a maggio una marcia di protesta con quattrocento persone venute dal Sud? Qui, nelle battute, o nei discorsi, si capisce che lo stereotipo del meridionale ? un misto diviso tra il Pulcinella, il camorrista e il furbo. Uno stereotipo cavalcato con intelligente ironia da Piero Chiambretti nelle sue due pizzerie a Torino dove, tra decine di manifesti kitsch, si avverte che ?solo qui si mangia l?unica pizza verace autorizzata dai napoletani?.

I terroni al nord folgorati dal verbo leghista? Tra le province di Asti, Biella, Vercelli, Verbania, Novara e Verbania, le percentuali della Lega sfiorano il venti per cento. Dice Costanza Castellano, origini pugliesi, da anni residente in provincia di Alessandria: ?I miei fratelli votano convinti per la Lega. Non capisco cosa c?entri la nostra identit? con i leghisti. Ma quando parlo di creare qui un Partito del sud - conclude - mi ridono in faccia quasi a compatirmi?.

(1 / continua)


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